Sono passati tre mesi dall’inizio della stagione, e qualcosa si può gia iniziare a dire su quanto è avvenuto finora. Nessuna novità, già questa potrebbe essere una notizia, quest’ anno infatti almeno finora i protagonisti nelle corse di primo piano sono stati i soliti noti, da Cancellara a Boonen, da Garzelli a Di Luca, da Petacchi a Freire passando per i vari Cunego, Rebellin, Valverde, Contador… insomma i soliti protagonisti già da diverse stagioni, sono mancati forse alcuni nomi almeno per quanto riguarda il ciclismo italiano, ma diciamo che più o meno sono tutti assenti abbastanza giustificati. Riccò, molto sfortunato con due cadute e un’influenza che lo sta colpendo in questi giorni, Nibali e Simoni, che stanno preparando il Giro in maniera puntigliosa, Bettini, che dopo il successo mondiale si è forse lasciato un po andare in inverno e sta mettendo un pò più del previsto nello smaltire qualche chilo in più.

Quello che più mi balza agl’occhi comunque, è  il fatto che siano sempre corridori di nome a giocarsi le corse, e mai come quest’anno mi è parso che il campione di razza riesca ad emergere con più facilità rispetto agli altri anni nonostante per alcuni la carta d’indentiatà cominci ad essere importante. Tra i neo professionisti ci sono state ottime prove da parte di Montaguti, Finetto, Canuti, Frapporti, al giro della Provincia di Reggio Calabria, Fumagalli alla Settimana Lombarda, Manuel e Ginanni al Giro di Turchia, ma nessuna prova al di sopra di ogni aspettativa, ed anche i secondi anno hanno dimostrato di compiere una positiva crescita verso l’alto, alcuni con successi, come Savini che ne ha raccolti ben due, ed altri con diverse gara veramente molto positive come Chiarini, Rossi, Cataldo, Corsini che hanno ottenuto piazzamenti decisamente lusinghieri.

Tutto questo, unito al fatto che al momento non c’è stato nessuno scandalo o atleta trovato positivo all’antidoping,  mi porta a credere che forse qualche elemento finalmente positivo nella lotta al doping lo si possa intravedere. Certo è presto per cantar vittoria, ma la realtà ci dice che ultimamente i corridori trovati positivi o indagati e giudicati colpevoli per questioni di doping, vengono di fatto lasciati in disparte e non come accadeva fino a qualche tempo fà che dopo 15 giorni venivano reintegrati in gruppo. Da troppo tempo siamo in attesa che giunga il momento nel quale il ciclismo si liberi del suo cancro chiamato doping, e per troppe volte è stato detto che qualcosa era cambiato, ma poi siamo sempre ripiombati nel baratro in pochissimo tempo. Chi però, ha un minimo di ragione, sa che problemi decennali non si risolvono in poco tempo, ma solo con la costanza e la cultura giusta nelle nuove generazioni, senza farsi mai prendere da facili entusiasmi o lasciarsi andare a disfattiste considerazioni. Al momento avanti così, con ragazzi giovani che crescono con costanza e campioni affermati che continuano  a vincere.