Visto il periodo di pausa mi andava di ripercorrere quello che è stato il “viaggio” finora nel mondo dei professionisti. Un viaggio che ha coinvolto in prima persona Manuel ma anche tutti noi, tifosi che l’hanno seguito, o in prima persona o attraverso questo sito o via telefono o come da sempre accade, attraverso racconti che sono sempre i più belli… purtroppo sotto questo punto di vista io ho sempre letto ordini d’arrivo, visto le corse, o parlato direttamente con chi c’era, e quindi sono necessariamente legato alla realtà dei fatti. Mi piacciono molto di più ii racconti eroici!

Diciamo che, un adagio tra i più saggi nel mondo del ciclismo recita che, una grande stagione si prepara con un grande inverno; ora, se sia una grande stagione e se sia stato quindi un grande inverno è forse difficile dirlo, non essendo facile definire per un primo anno quali risultati si debbano conseguire per compiere una grande stagione; sicuramente possiamo dire che non c’è stato nessun intoppo e tutto è scivolato via come doveva secondo tabella; la preparazione era stata sicuramente mirata per affrontare bene le prime corse, e così è stato.

A Donoratico infatti 35 “ultras” hanno assistito soddisfatti alle prime pedalate di Manuel assime ai vari Bettini, Petacchi, Cunego, Ballan e tanti altri, riscontrando che il lavoro svolto nell’inverno era stato positivo. La corsa di per se facile e dallo svolgimento lineare è stato il miglior approccio che si potesse sperare. Poi l’immediata partenza per la Calabria per lo svolgimento della corsa a tappe nella regione stessa. Il percorso decisamente impegnativo e qualche piccolo errore di valutazione non hanno mai permesso a Manuel di essere protagonista. Il ritorno in Toscana e la Tre Giorni di Grosseto hanno chiuso il ciclo iniziale di gare. La gara articolata su tre tappe, ha visto l’annullamento della seconda causa percorso “pericoloso”, e se la prima l’ha visto protagonista sfortunato di un guasto alla ruota poco prima dello strappo che ha poi frantumato il gruppo, nell’ultima praticamente piatta è giunto dodicesimo in una volata convulsa vinta da Napolitano.

Il rientro in Romagna ed un periodo piuttosto lungo senza corse, intervallato solamente dalla partecipazione, tra mille problemi alla Montepaschi Eroica; una partecipazione in dubbio fino all’ultimo, e un viaggio all’ultimo minuto quando tutto pareva saltato. Ne è conseguito un logico ritiro in una corsa che, indipendentemente dai problemi che oggettivamente ci sono stati, è comunque risultata fuori portata, e vinta da due mostri come Cancellara su Ballan.