Il Giro 2008 va in archivio, con il successo di Alberto Contador, e quello che ci resterà finalmente dopo alcuni anni è un’ edizione che almeno al momento non risulta macchiata da nessuno scandalo-doping. Questa di per se è già una notizia, l’altro aspetto interessante è ciò che ha detto la strada. Le sentenze come sempre sono state per alcuni molto pesanti. Vincenzo Nibali è sembrato quello che più di tutti ha deluso, veniva da una vittoria di tappa al Giro del Trentino, era il capitano della squadra, insomma tutto sembrava lasciar presagire che potesse esserci la consacrazione definitiva per lo “Squalo dello Stretto” ed invece non è mai riuscito ad essere protagonista, ne un buon gregario.

Bocciati sonoramente anche Leiphaimer, Kloden, Soler, Rujiano e Menchov tra gli stranieri, qualche caduta, qualche sprazzo, qualche tirata importante, ma le aspettative era decisamente superiori.

Per Di Luca e Simoni il Giro è stato di buon livello, macchiato da una giornata storta, che ha condizionato la classifica in maniera indelebile.

Le sorprese non sono mancate, Bruseghin su tutti, Pellizotti forse finalmente esploso, Puzzovivo in nome originale.

Discorso a parte meritano i due “litiganti” Sella e Riccò. Il primo è stato condizionato prima dalle cadute, e poi ha condizionato il Giro con i suoi attacchi e le sue vittorie. Il Riccò invece ha mantenuto quanto promesso ad inizio Giro, ed è stato uno dei pochi a mettere davvero paura a Contador. Si può poi aprire un dibattito su quello che Riccardo dice, sempre apparentemente sopra le righe, o magari più semplicemente dice quello che pensa, e in questo mondo fatto di frasi fatte e complimenti gratuiti può risultare spaccone. Secondo me se uno ha il coraggio di fare certe affermazioni e la forza di mantenerle ha ragione lui, poi come per sua stessa ammissione gli può capitare eccede alle volte, ma è uno schietto, puro e nel bene per alcuni o nel male per altri è fatto così.

Il vincitore del Giro, a mio modo di vedere ha offerto delle prove molto anonime, ha trionfato senza vincere una tappa, senza rischiare neanche di vincerne una, ha corso perennemente sulla difensiva, non è mai parso più forte dei suoi avversari, il paragone con Indurain è al momento improponibile, ha vinto si un Tour e un Giro consecutivamente, ma il Tour è arrivato dopo l’esclusione di Rasmussen e il Giro come detto non è stato frutto di uno stradominio come capitava con il navarro. Va detto che il Giro non l’ha preparato, ma è vero anche che non veniva da nessun infortunio o stop, indubbiamente è un grande ma per il grandissimo c’è tempo. Sono curioso di vedere Andy Schleck, l’anno scorso al Giro mi impressionò.