E’ andata, non proprio come si sperava/sognava, ma e’ andata. Qualcuno mi ha detto che nel pezzo di presentazione mi ero fasciato un po troppo la testa ma la realta purtroppo si è rivelata esatta. Per chi non lo sapesse, che immagino siano tutti quelli che non c’erano, Manuel ha dovuto tirare a 100 km dall’arrivo assieme a tre compagni di squadra per un non ben precisato capitano….il che, se può dal lato del tifoso scocciare parecchio, dall’altro dimostra come il mondo del professionismo sia difficile e bisogna sempre esser pronti a sacrificarsi per gl’altri. In qualsiasi caso.

La corsa va detto poi che ha offerto anche altri spunti importanti per il futuro, ovvero che certi corridori al momento sono su un’altro pianeta. La menata di Ale Ballan, che per altro mi somiglia tantissimo come corridore ( lui a me! ), era insostenibile al momento per Manuel, è vero che poi si è ricompattato il gruppo, ma i corridori davanti erano decisamente di grosso calibro. Tutto questo non significa che domani bisognerà appendere la bicicletta al chiodo, ma anzi assumere ulteriore consapevolezza che il lavoro è quanto di più necessario in questo momento.

Il Campionato Italiano non era ovviamente un’ obbiettivo, figurare e bene davanti ai propri tifosi era una cosa alla quale Manuel teneva un sacco, e credo che che per questo sia dispiaciuto sopratutto per non essersi potuto esprimere ancora più a lungo di quanto non abbia fatto. Chi da esterno ha ghignato di fronte al ritiro ed al fatto che si sia fatto un pullman per seguire la corsa, non ha capito molto, al primo anno tra i professionisti nessuno si aspetta niente, il vino e la piadina non son mancate, e quello spirito che ci accompagna sempre nelle trasferte verrà unito nel giro di qualche anno anche da qualche successo, ne sono più che convinto. A patto che si lavori a 360° e bene. La carriera è molto lunga, Simeoni lo dimostra.