Mi trovo un po amareggiato a scrivere queste righe, che ritengo siano necessarie, visto il fatto che questo blog ha il compito di parlare dell’universo Manuel Belletti e tutto quanto ne ruota all’interno, nel bene e nel male.

Ritengo necessario avvertire che quanto scrivo è di mio pugno e non frutto di spinte esterne, e lo faccio solo per cercare di fare un resoconto della situazione che mi permetta di evitare di scrivere per le restanti tappe “speriamo che…”.

Le speranze in realtà non ci sono e non ci possono essere, perchè in questo momento Manuel non è considerato in caso di arrivo in volata, come possibile cartuccia nel fucile CSF-Colnago. Le decisioni e le scelte c’è un tecnico che le fà e le prende ed è pagato per questo e non sono qui a contestarle ma solamente a rendervene partecipe.
Mattia Gavazzi era ed è il velocista di punta, Sacha Modolo non era ma è diventata l’alternativa a suon di risultati. Manuel finora ha avuto ben poche chanches per fare il suo, e su questo ha contato più il fato che le scelte tecniche, e così ora si trova terra di nessuno a fare il terzo in una tavola apparecchiata per due, erano state spese parole prima che iniziasse la stagione, sui vari ruoli in squadra che fin da quasi subito sono state rimangiate.

Questi per quanto mi riguarda sono dati oggettivi sui fatti, personalmente credo che in un quadro del genere l’unica soluzione sia muoversi, le ultime tre tappe hanno offerto fughe che avrebbero garantito almeno della “vetrina”, è importante reagire sulla strada con le gambe, che sono più che buone in questo momento, piuttosto che chiudersi in trincea, se le cose non vanno bene bisogna cambiare, svoltare, pensare ed agire diversamente. Non sono della scuola del vittimismo ma della grinta e della determinazione.

Baci, Andrea.