Il furetto romagnolo
Arriva il Tour, Cadel Evans e’ ai miei occhi il più probabile vincitore, anche se tiferò per Andy Schleck. Tra loro Valverde e Mencov paiono due uomini da podio, anche se l’edizione di quest’anno non ha un grande favorito e potrebbe permettere ad atleti giovani, Kreuziger, o in attesa di consacrazione, Cunego, di inserirsi nella lotta. Riccò parte per raccogliere qualche soddisfazione di giornata ma se avrà la gamba conoscendolo non si tirerà indietro.
Venendo alla parentesi tricolore invece, non nascondo la mia gioia er il trionfo di un corridore come Filippo Simeoni, in grado di anticipare prima, e resistere poi, alla rimonta dei più quotati campioni.
Peccato nella categoria Elite per il secondo posto di Fabrizio Amerighi, che è un gran risultato di per sé, ma tra indossare una maglia tricolore per un’intera stagione e non farlo c’è una differenza siderale alla quale si aggiunge il fatto che la maglia avrebbe portato al passaggio al professionismo quasi sicuramente. Ancora più deludente Marangoni, che seppur generoso come sempre, ha perso il treno giusto. Speriamo riescano a passare entrambi, lo meriterebbero, e con loro Vitali, ma la giustizia nel ciclismo non esiste, purtroppo.
Il Giro 2008 va in archivio, con il successo di Alberto Contador, e quello che ci resterà finalmente dopo alcuni anni è un’ edizione che almeno al momento non risulta macchiata da nessuno scandalo-doping. Questa di per se è già una notizia, l’altro aspetto interessante è ciò che ha detto la strada. Le sentenze come sempre sono state per alcuni molto pesanti. Vincenzo Nibali è sembrato quello che più di tutti ha deluso, veniva da una vittoria di tappa al Giro del Trentino, era il capitano della squadra, insomma tutto sembrava lasciar presagire che potesse esserci la consacrazione definitiva per lo “Squalo dello Stretto” ed invece non è mai riuscito ad essere protagonista, ne un buon gregario.
Bocciati sonoramente anche Leiphaimer, Kloden, Soler, Rujiano e Menchov tra gli stranieri, qualche caduta, qualche sprazzo, qualche tirata importante, ma le aspettative era decisamente superiori.
Per Di Luca e Simoni il Giro è stato di buon livello, macchiato da una giornata storta, che ha condizionato la classifica in maniera indelebile.
Le sorprese non sono mancate, Bruseghin su tutti, Pellizotti forse finalmente esploso, Puzzovivo in nome originale.
Discorso a parte meritano i due “litiganti” Sella e Riccò. Il primo è stato condizionato prima dalle cadute, e poi ha condizionato il Giro con i suoi attacchi e le sue vittorie. Il Riccò invece ha mantenuto quanto promesso ad inizio Giro, ed è stato uno dei pochi a mettere davvero paura a Contador. Si può poi aprire un dibattito su quello che Riccardo dice, sempre apparentemente sopra le righe, o magari più semplicemente dice quello che pensa, e in questo mondo fatto di frasi fatte e complimenti gratuiti può risultare spaccone. Secondo me se uno ha il coraggio di fare certe affermazioni e la forza di mantenerle ha ragione lui, poi come per sua stessa ammissione gli può capitare eccede alle volte, ma è uno schietto, puro e nel bene per alcuni o nel male per altri è fatto così.
Il vincitore del Giro, a mio modo di vedere ha offerto delle prove molto anonime, ha trionfato senza vincere una tappa, senza rischiare neanche di vincerne una, ha corso perennemente sulla difensiva, non è mai parso più forte dei suoi avversari, il paragone con Indurain è al momento improponibile, ha vinto si un Tour e un Giro consecutivamente, ma il Tour è arrivato dopo l’esclusione di Rasmussen e il Giro come detto non è stato frutto di uno stradominio come capitava con il navarro. Va detto che il Giro non l’ha preparato, ma è vero anche che non veniva da nessun infortunio o stop, indubbiamente è un grande ma per il grandissimo c’è tempo. Sono curioso di vedere Andy Schleck, l’anno scorso al Giro mi impressionò.
Proprio quando i critici l’avevano già dato per finito Alan Marangoni ha raccolto il primo successo stagionale! E’ stata infatti l’ultima tappa del Giro del Friuli a permette all’ atleta cotignolese di tornare a riassaporare il gusto dolce della vittoria. Più in generale comunque il Giro de Friuli è stato molto positivo per i nostri atleti impegnati. Federico Vitali ha vestito la Maglia di Leader della classifica generale (poi persa nella penultima tappa) grazie ad un paio di tappe che lo hanno visto arrivare in fuga, segno di ottima condizione, ed ottenere un paio di piazzamenti nei 10. Fabrizio Amerighi invece, come purtroppo spesso accade ad un atleta del suo genere, ha raccolto “solo” complimenti per aver tirato una volata impressionante al compagno Piechele, che poi ha vinto. Guardando questi tre atleti anche al di fuori di questa corsa a tappe, si può decisamente dire che il momento si più che positivo, infatti domenica nella crono vinta da Capponcelli, Marangoni è giunto secondo e Amerighi terzo, mentre Vitali è giunto secondo sabato battuto da Peruffo allo sprint.
I più “piccoli” U23 invece sono in attesa di affrontare il Giro delle Pesche Nettarine in programma dal 21 al 25. Un giro molto molto impegnativo sotto il profilo altimetrico, che vedrà protagonisti diversi atleti romagnoli, che hanno, si spera, concrete possibilità di poter portare a casa l’intera posta con Gabriele Tassinari della Zalf che al pari di Buts, vincitore del Giro delle Regioni, Malori, Dodi ultimo vincitore della corsa, partirà con i gradi di favorito, anche la corsa che vede al via 40 squadre, è da sempre imprevedibile.
Salendo la “ scala “ un’ accenno al Giro D’Italia in corso non può mancare. Il mio favorito della vigilia Riccò sta dimostrando una grande condizione e con due successi di tappa è al pari di Bennati il pluri vittorioso, se sta “sprecando” troppo come sostiene qualcuno lo si vedrà in fondo, di sicuro colui che è il principale fautore di questa tesi, è lo stesso che l’anno scorso ha dominato con la sua squadra la prima crono, ed ha vinto poi la quarta tappa indossando la maglia rosa anche alla fine del Giro a Milano; il resto va da se. Oggi crono chiave per tutti quegli uomini che sulla carta sono inferiori sulle grandi montagne che sono davvero tante quest’anno; Kloden ha la sua grossa chances, e con lui i suoi compagni dell’Astana. Vedremo, secondo me la crono è molto difficile e con la condizione che ha Riccò potrebbe non perdere troppo e domani sul Cippo della Carpegna nessun dorma tranquillo…
Si è conclusa ufficialmente ieri la prima parte di stagione nel mondo professionistico. Con la Liegi-Bastogne-Liegi infatti terminano le classiche, che torneranno solo ad agosto, e cominciano le corse a tappe più o meno lunghe e più o meno importanti…
Al momento si può tranquillamente dire che non c’è stato nessun dominatore assoluto; poteva esser Cancellara prima, ma ha fallito, se cosi si può chiamare il secondo posto a Roubaix, l’assalto alle Ardenne dopo aver dominato la San Remo; poteva essere Cunego poi ma anche lui è venuto a mancare proprio ieri su un tracciato che gli si addiceva non poco. E così sono stati tanti i vincitori, frutto anche di scelte discutibili, che han visto vincere Piti-Valverde (super coinvolto nell’operazione Puerto) ed escludere dal via l’assolto Dailo Di Luca, ultimo vincitore della Liegi. Un’ elogio va senza ombra di dubbio a favore di Davide Rebellin, sempre piazzato e sempre grandissimo protagonista dalla Parigi-Nizza, vinta, passando per la San Remo, i Paesi Baschi e tutte le ultime grandi classiche…
Ed ora il Giro…tanti i possibili vincitori, dai giovani Nibali e Riccò ai più esperti Simoni e Piepoli, passando da Di Luca a Savoldelli oltre agli stranieri Soler e Mencov che paiono comunque più intenzionati a preparare la gamba in vista del Tour. Personalmente se dovessi fare un nome secco punterei su Riccardo Riccò, ultimamente frenato da un sacco di problemi ma secondo me in grado di arrivare nelle giuste condizioni nell’ultima e come sempre decisiva settimana.
Sono passati tre mesi dall’inizio della stagione, e qualcosa si può gia iniziare a dire su quanto è avvenuto finora. Nessuna novità, già questa potrebbe essere una notizia, quest’ anno infatti almeno finora i protagonisti nelle corse di primo piano sono stati i soliti noti, da Cancellara a Boonen, da Garzelli a Di Luca, da Petacchi a Freire passando per i vari Cunego, Rebellin, Valverde, Contador… insomma i soliti protagonisti già da diverse stagioni, sono mancati forse alcuni nomi almeno per quanto riguarda il ciclismo italiano, ma diciamo che più o meno sono tutti assenti abbastanza giustificati. Riccò, molto sfortunato con due cadute e un’influenza che lo sta colpendo in questi giorni, Nibali e Simoni, che stanno preparando il Giro in maniera puntigliosa, Bettini, che dopo il successo mondiale si è forse lasciato un po andare in inverno e sta mettendo un pò più del previsto nello smaltire qualche chilo in più.
Quello che più mi balza agl’occhi comunque, è il fatto che siano sempre corridori di nome a giocarsi le corse, e mai come quest’anno mi è parso che il campione di razza riesca ad emergere con più facilità rispetto agli altri anni nonostante per alcuni la carta d’indentiatà cominci ad essere importante. Tra i neo professionisti ci sono state ottime prove da parte di Montaguti, Finetto, Canuti, Frapporti, al giro della Provincia di Reggio Calabria, Fumagalli alla Settimana Lombarda, Manuel e Ginanni al Giro di Turchia, ma nessuna prova al di sopra di ogni aspettativa, ed anche i secondi anno hanno dimostrato di compiere una positiva crescita verso l’alto, alcuni con successi, come Savini che ne ha raccolti ben due, ed altri con diverse gara veramente molto positive come Chiarini, Rossi, Cataldo, Corsini che hanno ottenuto piazzamenti decisamente lusinghieri.
Tutto questo, unito al fatto che al momento non c’è stato nessuno scandalo o atleta trovato positivo all’antidoping, mi porta a credere che forse qualche elemento finalmente positivo nella lotta al doping lo si possa intravedere. Certo è presto per cantar vittoria, ma la realtà ci dice che ultimamente i corridori trovati positivi o indagati e giudicati colpevoli per questioni di doping, vengono di fatto lasciati in disparte e non come accadeva fino a qualche tempo fà che dopo 15 giorni venivano reintegrati in gruppo. Da troppo tempo siamo in attesa che giunga il momento nel quale il ciclismo si liberi del suo cancro chiamato doping, e per troppe volte è stato detto che qualcosa era cambiato, ma poi siamo sempre ripiombati nel baratro in pochissimo tempo. Chi però, ha un minimo di ragione, sa che problemi decennali non si risolvono in poco tempo, ma solo con la costanza e la cultura giusta nelle nuove generazioni, senza farsi mai prendere da facili entusiasmi o lasciarsi andare a disfattiste considerazioni. Al momento avanti così, con ragazzi giovani che crescono con costanza e campioni affermati che continuano a vincere.
Premetto che quest’anno il passaggio di Manuel al professionismo mi ha permesso di seguire meno il mondo Elite-U23 , o meglio diciamo che quest’anno l’ho fatto solo via internet leggendo i freddi ordini d’arrivo e vedendo qualche video qua e là gentilmente offerto.
In ambito nazionale vi sono state alcune conferme, su tutte Guarnieri, ritorni, Malacarne, e nuove esplosioni, Vona che non certo più giovanissimo è riuscito con tre grandissimi successi a confermare l’ottimo finale di stagione scorsa. Sono rimasto parzialmente deluso da Costanzi che pur essendo sempre arrivato vicino al successo ne ha raccolto “solo” uno insomma meno dell’anno scorso dove era all’esordio della categoria. I nuovi entrati e rientrati si sono dimostrati vincenti con il baby-fenomeno Ulissi già a segno due volte, mentre per Marzoli al “rientro” dopo alcune stagioni tra i prof vale lo stesso discorso di Costanzi, un successo date le aspettative puo risultare poco seppur condito da numerosi piazzamenti tra i primi tre. Altri corridori come Pirrera, Pinizzotto, Pavarin, Benenati, Stortoni, Brambilla, Grendene, Merlo, Malori, Boaro hanno dimostrato di avere i numeri giusti per ambire ad una grande stagione. La squadra al momento “over the top” non puo che non essere la Finauto diretta da Luca Scinto la quale ha ottenuto tantissimi successi e piazzamenti con diversi corridori, seguita naturalmente dalla “solita” Zalf.
Per quanto ci riguarda più da vicino invece un solo successo al momento da segnalare purtroppo. Nelle ultime stagioni infatti Fabrizio Amerighi ci aveva abituato con i suoi successi ad avere gà la pancia piena di questi tempi, ma quest’anno il capitano della Trevigiani ha avuto qualche problema a ridosso dell’esordio ed è riuscito ad ottenere “solo” un secondo posto in un circuito in veneto ed un quinto nella difficile gara di Collecchio. Ma le qualità di Fabrizio sono indiscutibili e confermate di anno in anno e certamente gli permetteranno di raccogliere successi più aventi rispetto al solito. Un’ altro corridore che tutti gl’ anni si conferma piacevolmente è Federico Vitali che specie in questo periodo sente odore di corse in casa e ritrova il colpo di pedale giusto come ha dimostrato il secondo posto di martedì in toscana; domenica a Reda sarà certamente tra i possibili vincitori. Discorso a parte per Alan Marangoni invece, il quale quest’anno senza dover preparare i mondiali su pista ha potuto svolgere una preparazione più tranquilla che non ho dubbi lo porterà a breve ad essere al top, finora un terzo posto da segnalare per lui. Damiano Margutti invece ha ottenuto l’ unico nostro successo e prestigiosi piazzamenti nella fase iniziale della stagione mentre ora resta ai margini degli ordini d’arrivo ma per ora è la nota più postiva nostrana. Il problema alla spalla ha impedito a GabrieleTassinari di correre nell’inizio di stagione ma appena rientrato ha dato ottimi segnali e il quinto posto di domenica è la conferma che anche lui come Vitali è pronto ad affondare il colpo vincente.
Tutti gl’ altri nostri atleti, tra luci, Spada terzo domenica nell’U21 vinta da Ulissi, ed ombre non hanno trovato ancora grande spazio negli ordini d’arrivo. Certo Gozzi e Pasolini sempre presenti nei 15 potrebbero dare la zampata da un momento all’altro, o almeno è ciò che auguro ad entrambi!
Tra gli Juniores grande inizio per Thomas Fiumana con due successi consecutivi, mentre Elia Ceccarelli tormentato da problemi fisici ha finora corso pochissimo ottenendo comunque un terzo posto.
Stiamo comunque arrivando, ne sono certo!
Si è appena conclusa la Milano - San Remo targata 99esima edizione, vinta dal grandissimo favorito Fabian Cancellara. Proprio perchè grandissimo favorito mi dev’essere sfuggito il motivo per il quale alcuni altrettanto grandi corridori abbiano deciso a 3 km dal traguardo di non marcarlo a uomo, ma di lasciarlo comodamente partire. Sinceramente dovendo dare un giudizio personalissimo mi trovo molto deluso dalla corsa di Pippo Pozzato, il vicentino infatti è sempre stato giustamente sulle ruote, mancando però di marcare quella che doveva guardare nel finale. Tanti corridori, dallo stupendo Rebellin fino al sempre presente Bettini passando per i vari Ballan, Gilbert, Axelsson, Bertolini e diversi altri si erano mossi per provare a muovere le acque ma Pippo no, e sinceramente finito il Poggio lo ritenevo uno dei due grandi favoriti assieme a Freire proprio per il suo modo di correre fino a quel momento; davo infatti per scontato che Cancellara non sarebbe mai riuscito a scappare, perchè super controllato, ed anzi ero convintissimo che sarebbe uscito vincitore un corridore di seconda fascia ripetto alle previsioni della vigilia, visto che i favoriti pensavo si sarebbero controllati a vicenda ed invece… onore ad un grandissimo corridore che finora ha dimostrato di essere il più forte, e il rammarico per noi italiani perchè Pozzato aveva la gamba per poter vincere. Vorrei aggiungere come l’inserimento, causa frana, di una salita apparentemente non difficile a 100 km da San Remo abbia cambiato completamente la corsa rendendola finalmente dura e realmente spettacolare, tagliando fuori fior fiori di corridori, e l’ augurio è che possa avere continuità il nuovo tracciato, ma il timore è che si tornera indietro senza rifletterci molto. Peccato.
Sono iniziate le corse ma ancor prima le polemiche; è stato infatti durante il ritiro nel mese di gennaio che il Team Lampre è finito sotto inchiesta per aver “evitato o tentato di evitare” un controllo a sorpresa. Detto che l’ora in questione è le 22.30 e che i corridori erano ad una cena-festa organizzata in un ristorante poco lontano con alcuni tifosi, ciò che si è scatenato in seguito è stato a dir poco esagerato. Corridori del calibro di Cunego, Ballan, Napolitano a rischio squalifica per un tale motivo risulta per qualunque persona dotata di buon senso un’ idea assurda.
L’altro caso clamoroso di questi ultimi tempi riguarda Danilo di Luca, ultimo vincitore del Giro D’Italia, prima squalificato 3 mesi per essere amico di un dottore inquisito (come se ogni arresto di dovessero arrestare anche tutti gli amici) e ultimamente deferito per i fatti avvenuti sullo Zoncolan al termine della tappa del Giro D’Italia della passata stagione. Il perchè un corridore in attesa di giudizio sia comunque considerato colpevole, nel senso che non può essere iscritto alle corse, non è una cosa che può essere chiamata GIUSTIZIA.
Questa brevissima ricostruzione dei fatti è solo per esprimere un personale giudizio sulla lotta al doping, si cacciano le streghe e non i corridori dopati. Esistono dei controlli e tali vanno utilizzati per determinare la colpevolezza eventuale, aggrapparsi ad ogni pretesto per finire sulla prima pagina di giornale in quanto accusatori ultimamente è solo il modo per farsi pubblicità in maniera gratuita, e non realmente smascherare veri dopati.
Chiunque, con il vento che spira ultimamente, potrebbe screditare un campione qualunque solo sulla base di congetture che la stampa sarebbe pronta a pubblicare senza alcuno scrupolo. Un grande tecnico come Giancarlo Ferretti disse: “fino che ci controlleranno e ci troveranno sporchi faranno bene a venire”, bene e giusto dico io , ma ultimamente anche senza trovare niente di dopante bastano i dubbi per infangare e giudicare “sporco” il nostro sport.
L’auspicio è che la giustizia venga utilizzata in maniera più reale e meno pubblicitaria, punendo e molto pesantemente chi è colpevole e non chi è ancora in attesa di essere giudicato.
Era ora che il ciclismo romagnolo tornasse ad avere importanti protagonisti nel panorama professionistico. Regioni come Veneto e Toscana hanno un’ottimo rapporto cicloamatori-professionisti, la Lombardia poi ha un rapporto ancora maggiore di professionisti-cicloamatori mentre la Romagna, finita di splendere la stella del grande Pantani, ha vissuto momenti poco felici dove i rappresentanti nella massima categoria sono stati via via sempre meno.
Ora, grazie all’acquisizione di una stella come Riccardo Riccò ed al passaggio di giovani leve, finalmente siamo tornati a respirare aria di grande ciclismo e possiamo anche noi guardare le corse con la lecita speranza che possa essere uno dei nostri conterranei a raggiungere il successo.
Ma non c’è solo Riccò, per il quale parlano da soli i risultati, anche Luca Celli ha acquisito quell’esperienza e sicurezza nei propri mezzi che gli hanno permesso di assestare importanti zampate in corse di prima fascia.
Questi due corridori con la loro esperienza (Riccò è giovanissimo in realtà) si spera riescano a trascinare anche tutti gli altri atleti che dopo tanti sforzi son riusciti a passare professionisti. Nelle ultime due stagioni infatti Riccò, Chiarini, Savini, Rossi prima e Montaguti, Belletti e Carriero quest’anno hanno ridato nuova linfa al nostro movimento nell’ambito professionistico, ed unitamente a loro altri dilettanti romagnoli meriterebbero il “grande salto”.
La conquista del tricolore crono tra gli Under23 la passata stagione da parte di Alan Marangoni è uno dei tanti segnali che se il passaggio al professionismo avvenisse per meritocrazia sarebbero ancora di più i nostri rappresentanti. Numerosi infatti sono i successi raccolti anche da altri corridori locali tra i dilettanti: oltre ad Alan anche Amerighi e Vitali si sono contraddistinti in maniera molto positiva, ma per tutti e tre solo promesse e nessuna firma su un contratto. Un vero peccato perchè le qualità sono state indubbie e costanti durante l’arco di tutta la stagione.
Ora che la nuova stagione sta per comiciare non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo a tutti i nostri alfieri, dai piu giovani Esordienti fino ai Professionisti, con la speranza che grazie all’aiuto dei tecnici che li seguono riescano a raggiungere quei risultati prefissi ad inizio stagione. FORZA RAGAZZI!
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