Cavolo, ma ognuno può usare ciò che preferisce e la sponda veneta a mio gusto sà essere la migliore a riguardo, poteva essere la grande giornata del successo di prestigio, perchè qui siamo davvero ad alti livelli, ed invece al termine di una volata con molti meno uomini rispetto a ieri, Manuel finisce addirittura peggio di ieri.
Corsa dura nella parte centrale con il gruppo che si rompe letteralmente, 50 davanti in 70 dietro e poi tante briciole in giro, Manuel sorretto da una grande condizione è davanti, e stranamente l’unico della sua squadra. La corsa volge poi verso il finale in maniera piuttosto piatta fino ai meno 5 km quando di fatto ci si organizza per una volata con il vento contro. Manuel battezza Sagan e la sua Liquigas che forte di 5 unità sembra aspettare i meno 3 per entrare in azione, cosa che invece non avviene, e tra uno che si infila e una gomitata ci si ritrova in trentesima posizione proprio quanto essere in decima è già quasi troppo indietro.
E quindi avanti di mini volate con il vento nei denti Manuel recupera una decina di posizioni, e quando parte lo sprint di fatto lui è già da parecchio che si prodiga nell’esercizio. All’arrivo vince un codice fiscale russo che però parla l’italiano meglio di tanti, e Manuel è solo tra il quindicesimo e il ventesimo posto, male insomma per chi aveva l’occasione e sopratutto le gambe per fare quel piccolo altro salto verso l’alto a livello mondiale. Poi gli si può dire bravo per tante cose, ma oggi resta la delusione.
Delusione che bisogna togliersi di dosso in fretta perchè domattina nella prima semi tappa c’è l’ultima chances.
Baci alla squadra che non c’è, Andrea.




