Il furetto romagnolo
Due tappe percorse, un decimo posto raccolto, e un piccolo rammarico. Andando con ordine e cominciando dalla prima tappa, possiamo tranquillamente dire che è stato fin da subito evidente che di spazio per la gloria personale ce ne sarebbe stato poco, vista la presenza sia di Donadello sia di Hondo. Così infatti è andata, volatone generale, treno Diquigiovanni, con Manuel impegnato fino ai 400 metri in testa al gruppo in fila indiana lanciando così Dondello che ha “tirato” (volato) fino ai duecento metri sul filo dei 70 km orari lasciando Hondo in condizioni stupende, peccato che l’esperto tedesco non abbia avuto la gamba giusta ed abbia raccolto solamente un quarto posto seppur ad un palmo dal successo.
Oggi nella seconda tappa, la caratteristica che l’ha fatta da padrone è stata la pioggia, che in un finale difficile per via delle numerosissime curve, ha condizionato lo svolgimento della gara. Infatti un paio di cadute hanno spaccato il gruppo permettendo ad un gruppetto di corridori, che si trova già nelle prime posizioni del plotone, di avvantaggiarsi. Manuel è giunto decimo assoluto. Il rammarico viene dal fatto che il capitano Hondo si era chiamato fuori dalla voòata ad una ventina di chilometri dall’arrivo. Peccato.
Domani l’arrivo in salita non permette certo nessuna possibilità di illusione, se ne riparlerà dopo domani nell’ultima frazione, anche se oggettivamente il gregariato dovrebbe essere l’attività predestinata.
196 km di corsa completati. Missione compiuta. Direi che l’obbiettivo massimo raggiungibile oggi è stato ottenuto, non senza fatica e per altro nelle retrovie, ma era importante fare tanti chilometri da mettere nel motore ad un ritmo gara.
Purtroppo però le notizie positive finiscono qui, perché è emerso che a seguito dei Campionati Italiani di domenica 29, non ci sarà il periodo di corse inizialmente nel mese di Luglio, ma bensi un, purtroppo, lungo periodo di pausa, essendo in calendario, oltre al Tour de France il Giro d’Austria e di Cina da dove per ora Manuel risulta escluso.
Inevitabile il rammarico vista la preparazione svolta finora proprio in funzione di quel periodo. Ma queste sono le scelte dei tecnici che vanno rispettate, cercando comunque di farsi trovare pronti in caso di qualsiasi eventuale chiamata. Per ora pensiamo al Giro di Slovenia cercando di far bene, poi ci penseremo.
Era ora mai un mese che non si metteva il numero sulla schena, il percorso era molto, troppo impegnativo, i partecipanti stranamente pochi, una settantina, e il tutto ha prodotto un ritiro e per altro dopo pochi chilometri. La corsa vinta da Franck della Gerolstainer ha visto il quarto posto di Axelsson, della Diquigiovanni, e a testimonianza della durezza del percorso e della gara basta dire che il decimo è giunto con 10 minuti di distacco dal vincitore.
Le prospettive per il domani, nel senso della corsa in programma, non sono molto mgliori rispetto ad oggi, perchè se è vero che il numero degli iscritti è maggiore, è vero anche che essendo Pro Tour vedra al via signori corridori e su un percorso, questo è il vero scoglio, molto molto difficile.
Si prospetta quindi un’ altro ritiro, che non rappresenta certo un grave problema, infatti queste due corse vanno viste nella giusta logica di un approccio alle gare dopo un periodo di inattività. Discorso diverso invece per il Giro di Slovenia, che scatterà l’11, dove in tre tappe su quattro, si potra vedere il reale stato di forma in percorsi ondulati e decisamente più adatti. I risultati spetteranno al più esperto Hondo, ma al ritorno ci sarà modo di lavorare su una base molto più solida.
Un complimento infine, mi sento di esprimerlo a titolo personale e da parte di Manuel, a Enrico Rossi e Luca Celli per la straordinaria prova offerta oggi nel Memorial Pantani; i due, solitamente compagni d’allenamento di Manuel sulle strade di Romagna, e talvolta nel periodo invernale quando sono in vena di suicidio pure i miei, hanno percorso praticamente l’intera corsa in fuga con Enrico primo al traguardo. Peccato solo per Luca che avrebbe meritato almeno il secondo posto, ma vista la gamba recente sono sicuro lo ritroveremo tra i primi a breve.
Il consiglio del Fans Club si sta adoperando all’organizzazione di un pullman per assistere ai Campionati Italiani su strada professionisti, che si svolgeranno domenica 29 Giugno a Bergamo su un circuito da ripetere 13 volte.
L’occasione è indubbiamente ghiotta per tutti gli appassionati di ciclismo oltre che un motivo per vedere Manuel in azione vista anche l’assenza nel memorial Pantani.
C’è tempo fino al 15 di Giugno per dare l’adesione, e in quella data tirate le somme si vedrà se saremo sufficientemente tanti. Il prezzo oscillerà tra i 15 e i 20 € presumibilmente, per le adesioni potete contattarmi al 3389506882 oppure via mail all’ indirizzo bellettifansclub@alice.it .
Decisamente inaspettato, e sopratutto per noi tifosi molto sgradito, è arrivato oggi l’annuncio che Manuel non correrà il memorial Pantani, ed invece affronterà una due giorni tra Germania e Svizzera su percorsi per altro molto impegnativi. La buona notizia stà nel fatto che, a seguito della trasferta svizzero-tedesca , Manuel andrà direttamente a correre il Giro di Slovenia, in preparazione del Campionato Italiano, corsa a tappe che non era precedentemente prevista in calendario.
Rimane l’amaro in bocca visto che tutto sembrava presagire la partecipazione alla manifestazione prevista sulle strade, anzi proprio vie, di casa. Rimane la consolazione, o meglio la considerazione oggettiva, che il percorso del Memorial Pantani sembra vista l’altimetria proibitivo, mentre il Giro di Slovenia, che si articola su quattro tappe, l’anno scorso è risultato molto adatto a corridori veloci…vedremo…
La parentesi altrettanto sfortunata al Laigueglia va segnalata solo per la firma del foglio di partenza, dato chela febbre non ha permesso di percorrere più di pochi chilometri.
Dopo una ventina giorni il ritorno alle gare è avvenuto in Spagna alla Vuelta Castilla Y Leon, dove al cospetto del vincitore del Tour Alberto Contador e su un tracciato che prevedeva notevoli difficoltà altimetriche, Manuel ha dato il suo contributo a favore di Hondo e Nardello i capitani designati, con alcune tirate in testa al gruppo nel finale di corsa. La domenica poi nel Gp Llodio conclusosi con un ritiro c’è stato il fattore che ha poi caratterizzato purtroppo il periodo successivo, il problema alle vie respiratorie. Infatti se durante la Castilla Y Leon il freddo e la neve a bordo strada erano stati i protagonisti nella corsa della domenica anche la pioggia aveva, per cosi dire, baciato i corridori, ed unita alle basse temperature ha provocato un mix micidiale.
Ne è conseguito che nelle successive tre settimane e nei relativi impegni Manuel ha dovuto convivere con questa fastidiosa forma di malessere. Alla Settimana Lombarda nelle tappe più facile doveva stare a disposizione di Donadello mentre nell’unica frazione impegnativa ma comunque alla portata u’ altro errore di valutazione, unito al fatto che nella discesa conclusiva una caduta bloccava l’intera sede stradale, ha impedito a Manuel di essere protagonista.
La successiva trasferta in Turchia è sta quella che ci permette di dire che la stagione è stata finora buona. Infatti due decimi posti e un quarto ( un decimo è di fatto un terzo del gruppo dietro Petacchi e Lorenzetto, essendo in 7 in fuga) sono uun gran bel bottino se si considera il fatto che nella prima frazione Manuel ha tirato una decina di chilometri in aiuto a Danilo Hondo. E poi diciamolo pure fare la volata con Petacchi davanti da grosse soddisfazione.
L’ultima trasferta in Spagna per correre la Vuelta delle Asturie, è stata non troppo fortunata, infatti, dopo il decimo posto della seconda frazione, nel momento nel quale ci sarebbero state tre tappe alla portata, nel Clasico di Alcobendas, i problemi intestinali hanno preso il sopravvento ed hanno appiedato purtroppo Manuel. Una possibile occasione persa diciamo.
Questa ampia carrellata riassume l’intera prima parte di stagione, a margine della quale esprimo un mio giudizio. Alla festa organizzata a novembre le preoccupazioni erano tante nelle chiacchere che sentivo, per quello che sarebbe stato, personalmente ritenevo che le difficoltà non sarebbero state troppe, almeno nel finire le corse e giungere in gruppo, ma piuttosto che i problemi sarebbero sorti sulle salite, diciamo quelle non troppo lunghe che erano adatte a Manuel nella categoria dei dilettanti. Così infatti è stato ma non in maniera poi così evidente; e per questo sono contento. I piazzamenti certo, le prestazioni ad aiuto dei capitani, tutte cose positive e ci mancherebbe, che danno morale, ma l’aspetto ” salita ” è quello che più conta. Tenere dove i velocisti più puri cedono dovrà essere un’ obbiettivo fondamentale, evitare errori commessi in passato durante la gara sarà altrettanto importante. Bisognerà iniziare a vivere da professionista “vero” al 100%, cosa che si è sempre fatta finora ma in maniera da “apprendista”, ora invece, dopo questi mesi di rodaggio ci vorrà sempre più consapevolezza di essere a tutti gli effetti un prof. con un futuro tutto da scrivere, e che dipenderà solo dalle proprie azioni dentro e fuori la bici. Continuare insomma sulla strada percorsa finora, prendendo esempio da quei grandissimi campioni, alla Rebellin, che contano le gocce d’olio da mettere nell’insalata e si muovono in corsa con una classe cristallina.
Visto il periodo di pausa mi andava di ripercorrere quello che è stato il “viaggio” finora nel mondo dei professionisti. Un viaggio che ha coinvolto in prima persona Manuel ma anche tutti noi, tifosi che l’hanno seguito, o in prima persona o attraverso questo sito o via telefono o come da sempre accade, attraverso racconti che sono sempre i più belli… purtroppo sotto questo punto di vista io ho sempre letto ordini d’arrivo, visto le corse, o parlato direttamente con chi c’era, e quindi sono necessariamente legato alla realtà dei fatti. Mi piacciono molto di più ii racconti eroici!
Diciamo che, un adagio tra i più saggi nel mondo del ciclismo recita che, una grande stagione si prepara con un grande inverno; ora, se sia una grande stagione e se sia stato quindi un grande inverno è forse difficile dirlo, non essendo facile definire per un primo anno quali risultati si debbano conseguire per compiere una grande stagione; sicuramente possiamo dire che non c’è stato nessun intoppo e tutto è scivolato via come doveva secondo tabella; la preparazione era stata sicuramente mirata per affrontare bene le prime corse, e così è stato.
A Donoratico infatti 35 “ultras” hanno assistito soddisfatti alle prime pedalate di Manuel assime ai vari Bettini, Petacchi, Cunego, Ballan e tanti altri, riscontrando che il lavoro svolto nell’inverno era stato positivo. La corsa di per se facile e dallo svolgimento lineare è stato il miglior approccio che si potesse sperare. Poi l’immediata partenza per la Calabria per lo svolgimento della corsa a tappe nella regione stessa. Il percorso decisamente impegnativo e qualche piccolo errore di valutazione non hanno mai permesso a Manuel di essere protagonista. Il ritorno in Toscana e la Tre Giorni di Grosseto hanno chiuso il ciclo iniziale di gare. La gara articolata su tre tappe, ha visto l’annullamento della seconda causa percorso “pericoloso”, e se la prima l’ha visto protagonista sfortunato di un guasto alla ruota poco prima dello strappo che ha poi frantumato il gruppo, nell’ultima praticamente piatta è giunto dodicesimo in una volata convulsa vinta da Napolitano.
Il rientro in Romagna ed un periodo piuttosto lungo senza corse, intervallato solamente dalla partecipazione, tra mille problemi alla Montepaschi Eroica; una partecipazione in dubbio fino all’ultimo, e un viaggio all’ultimo minuto quando tutto pareva saltato. Ne è conseguito un logico ritiro in una corsa che, indipendentemente dai problemi che oggettivamente ci sono stati, è comunque risultata fuori portata, e vinta da due mostri come Cancellara su Ballan.
Qualche piccolo cambio nella preparazione, cinque giorni di stop assoluto e poi una ripresa lenta ma costante. Alla luce dei programmi futuri infatti risulterebbe inutile “preparare” il Memorial Pantanti, che pur svolgendosi sulle strade di casa, è in programma il 7 di giugno, ovvero quasi 20 giorni prima del successivo impegno agonistico, che si spera sarà seguito poi da una ripresa abbastanza costante delle competizioni.
Dopo infatti la prima parte molto intensa il recupero di tutte le energie è estremamente importante in vista dei quattro mesi conclusivi che si spera possano essere altrettanto positivi e gratificati da una conferma per il prossimo anno tra i professionisti.
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