La prima tappa di salita ha chiarito subito i dubbi a chi li aveva, il duello ci sarà solo per il secondo posto, il primo a Milano è già assegnato, poi a luglio probabilmente tornerà utile anche la piazza d’onore.
Questo è il verdetto scaturito dall’Etna, prima tappa dal dislivello importante, e prima salita di una certa lunghezza. Salita facile per altro, dalle pendenze regolari dove a ruota o attaccati ad un’ ammiraglia si sale molto bene, ma Contador riesce a rifilare un minuto a tutti e si dimostra quel fenomeno che, chiacchere a parte, è.
Ora si correrà un’altro Giro, e sarà talmente duro che paradossalmente la maglia Rosa potrà controllarlo ancora meglio rispondendo direttamente in prima persona, anche se alla soglia dei 5 minuti di vantaggio credo si limiterà ad osservare gl’altri.
Manuel chiude in fondo alla classifica di tappa e si gode lo spettacolo che noi spettatori paganti del canone rai non possiamo vedere, ovvero corridori che salgono l’Etna ad oltre 50 all’ora, il trucco c’è e si vede ma non tutti vogliono vederlo.
Ora che è finita la prima settimana abbondante di Giro si può trarre qualche conclusione: un terzo posto ottenuto è qualcosa, ma è certamente sotto alcune aspettative, le occasioni di piazzarsi sono state tre, centrarne una soltanto è chiaramente segnale di non grande condizione, anche se a onor del vero il giorno che apparentemente ho trovato Manuel meglio ha rotto la ruota nel finale. A ogni modo ciò che è stato lasciamolo indietro, servirà magari dopo il Giro per capire gli errori, ora concentriamoci sul futuro, un tritico di tappe davvero congeniali.
Si parte da Teramo, arrivo ampio, ultima semi curva ai 2000 metri, occhio solo agli ultimi 100 metri al 4% che potrebbero piantare qualcuno.
Il giorno successivo la tappa migliore con l’arrivo a Castelfidardo, percoso mosso tutto il giorno ed arrivo all’insù ma non eccessivo, serve grinta e convinzione, oltre alla mitica gamba, diciamo che è la tappa ideale per le fughe specie ora che la classifica è allungata. Ricordo a riguardo un’arrivo del Giro delle Regioni a Cingoli dove Manuel fù terzo su un perscorso altrettanto mosso.
Arrivare quasi in casa, a Ravenna, il giorno dopo ha sicuramente il suo fascino ma sarà l’ultimo sprint e saranno botte da orbi; insomma la tre giorni conclusiva del nostro Giro offre buone possibilità e per tutti i gusti, un paio di piazzamenti potrebbero starci, di più avrebbe del miracoloso perchè il Petacchi di questi ultimi giorni è veramente impressionante.
Baci a tutto ciò che verrà, Andrea.
