Sabato prenderà il via, da Torino, il Giro D’Italia numero 94, una grande vetrina, una grande occasione, ma in fondo una grande festa popolare. Per tre settimane radio e televisioni parleranno di ciclismo a tutti gli orari e tutti si scopriranno interessati alle vicende di uno sport che per tutto il resto dell’anno pare scomparire dai media.
L’anno scorso dopo una prima parte di stagione travagliata e con pochi risultati, causa problemi vari, al Giro è arrivata quella botta di vita che solo certe imprese ti possono e sanno dare, portando nella seconda parte della stagione quella sicurezza e consapevolezza che prima certamente mancava.
Quest’anno è diverso, si viene da tre successi, si viene da una tappa vinta l’anno scorso, insomma la si può chiamare pressione o aspettativa ma questo Giro per i tifosi meno assidui, la maggior parte, dovrà rappresentare quanto meno una conferma.
In realtà invece questo Giro potrebbe rappresentare la cigliegina sulla torta, quel successo di prestigio che finora è mancato, causa anche il calendario della squadra, ma forse molto più verosimilmente sarà la conferma di non essere stato, per il grande pubblico, quel fuoco di paglia che spesso in un grande Giro può capitare. In due settimane, la terza è omaggio, può succedere davvero di tutto, e l’anno scorso è successo, quindi inutile partire con troppe aspettative o attese, veniamo da un piccolo inconveniente di salute, ci sono velocisti più forti e meglio organizzati, viviamo alla giornata, perchè queste corse seppur a tappe per certi corridori rappresentano 21 corse in linea.
Pronostici chiusi al trio Contador-Nibali-Scarponi, grande protagonista nella caccia alle tappe per me sarà Pavel Brutt, mentre negli sprint non c’è un vero dittatore, dipendera di tappa in tappa come ci si presenterà ai 400 metri, perchè ai 300 sarà già tardi, qualcuno potrebbe già esser partito…
Baci in rosa ma basterebbero in rosso, Andrea.
